Il riconoscimento della professione di Sfoglina e Sfoglino è l’obiettivo della proposta che l’Accademia della Sfoglia di Rina Poletti porta in Parlamento. La Cucina Italiana, patrimonio culturale immateriale UNESCO, include la Sfoglia Emiliana tra le sue eccellenze più rappresentative. Tuttavia, chi pratica questo antico mestiere non ha ancora una qualifica professionale ufficiale. La proposta legislativa mira a colmare questa lacuna, istituendo il riconoscimento formale di Sfoglina e Sfoglino come professioni tutelate del Made in Italy.

La sfoglia emiliana nel patrimonio UNESCO della cucina italiana

La Cucina Italiana è stata riconosciuta come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità UNESCO, un riconoscimento che abbraccia l’intero sistema di saperi, tecniche e tradizioni gastronomiche. All’interno di questo grande patrimonio, la sfoglia emiliana occupa un posto d’onore, essendo alla base di alcune delle preparazioni più iconiche: tortellini, tagliatelle, lasagne e passatelli.

La Sfoglia fatta a mano rappresenta una tecnica tramandata di generazione in generazione, un’arte che richiede anni di apprendimento e pratica costante. Le Sfogline Emiliane hanno preservato questo sapere artigianale attraverso i secoli, rendendo la tradizione della pasta fresca un simbolo riconosciuto in tutto il mondo.

Proprio perché la Sfoglia fa parte del patrimonio UNESCO riconosciuto, l’Accademia della Sfoglia di Rina Poletti promuove ora il passo successivo necessario: il riconoscimento ufficiale della professione. Se l’arte è patrimonio dell’umanità, chi la pratica merita una qualifica professionale che ne certifichi le competenze e ne tuteli il mestiere.

Dal riconoscimento culturale alla tutela della professione di Sfoglina

Il riconoscimento UNESCO della Cucina Italiana ha sancito il valore culturale di pratiche e tradizioni culinarie millenarie. Tuttavia, questo riconoscimento rischia di rimanere simbolico se non si accompagna a misure concrete per garantire la sopravvivenza e la trasmissione di queste competenze professionali.

La Sfoglia tirata a mano è una di quelle tecniche artigianali che non si possono imparare sui libri o attraverso video tutorial. Richiede anni di pratica quotidiana, sensibilità tattile nelle mani, capacità di “sentire” l’impasto e di comprendere quando la sfoglia ha raggiunto lo spessore giusto semplicemente guardandola in controluce. È un sapere che si trasmette da maestro ad allievo, nel tempo paziente dell’apprendimento artigianale tradizionale.

Eppure, nonostante sia parte di un patrimonio riconosciuto a livello mondiale, chi pratica il mestiere di sfoglina non ha alcun riconoscimento professionale ufficiale in Italia. Non esiste una qualifica certificata di Sfoglina o Sfoglino, non ci sono percorsi formativi riconosciuti dallo Stato, non ci sono registri professionali o albi. Questa mancanza ha conseguenze concrete: difficoltà per i giovani che vogliono intraprendere questo mestiere artigianale, scarsa valorizzazione economica del lavoro svolto, rischio di dispersione delle competenze tradizionali e difficoltà nel tutelare l’autenticità dei prodotti.

La proposta legislativa per il riconoscimento professionale

La proposta che l’Accademia della Sfoglia porta in Parlamento mira a colmare questa lacuna attraverso l’istituzione ufficiale della qualifica professionale di Sfoglina e Sfoglino. Non si tratta di creare una nuova professione dal nulla, ma di riconoscere formalmente un mestiere che esiste da secoli e che è parte integrante del Patrimonio UNESCO della Cucina Italiana.

Il riconoscimento della professione prevede diversi elementi fondamentali. Primo, la definizione di un percorso formativo strutturato e certificato che garantisca la trasmissione delle tecniche tradizionali della sfoglia emiliana alle nuove generazioni. Secondo, l’istituzione di un registro nazionale delle Sfogline e degli Sfoglini certificati, che permetta di identificare i professionisti qualificati. Terzo, la possibilità per chi già pratica questo mestiere da anni di ottenere una certificazione delle proprie competenze attraverso il riconoscimento dell’esperienza acquisita sul campo.

Fondamentale è anche la creazione di standard qualitativi che distinguano la vera sfoglia tirata a mano dalle imitazioni industriali, tutelando sia i professionisti artigiani che i consumatori finali. Il riconoscimento della professione permetterebbe inoltre di accedere a fondi e programmi europei dedicati alla tutela dei mestieri tradizionali e alla formazione professionale, creando opportunità di sviluppo per l’intero settore.

Coerenza con il riconoscimento UNESCO della cucina italiana

Questa proposta legislativa è perfettamente coerente con lo spirito del riconoscimento UNESCO della Cucina Italiana. L’UNESCO non premia solo i prodotti finiti o le ricette, ma l’insieme di pratiche, conoscenze, tecniche e tradizioni che li rendono possibili. Riconoscere la professione di Sfoglina e Sfoglino significa dare concretezza a questo riconoscimento culturale, assicurandosi che le competenze necessarie a mantenere vivo il patrimonio non vadano perdute con il passare delle generazioni.

Altri paesi hanno già percorso questa strada con successo. La Francia ha istituito il titolo di “Maître Restaurateur” per valorizzare i cuochi che rispettano le tradizioni gastronomiche francesi. Il Giappone riconosce ufficialmente i maestri artigiani in vari settori della cucina tradizionale, dai cuochi di sushi ai produttori di sake. L’Italia, pur avendo un patrimonio culinario straordinario e riconosciuto come il più ricco al mondo, è in ritardo su questo fronte rispetto ad altri paesi. È tempo di recuperare terreno e valorizzare adeguatamente i mestieri della tradizione alimentare italiana.

Benefici economici e culturali del riconoscimento professionale

Il riconoscimento della professione di Sfoglina e Sfoglino porterebbe vantaggi immediati e misurabili su diversi fronti. In primo luogo, darebbe dignità professionale e visibilità a un mestiere artigianale spesso sottovalutato, incentivando i giovani ad apprenderlo. Una qualifica ufficiale rappresenta un investimento professionale serio, con prospettive di carriera chiare e opportunità di crescita nel settore della ristorazione di qualità.

Sul piano economico, le sfogline e gli sfoglini certificati potrebbero valorizzare meglio il proprio lavoro specializzato, giustificando compensi adeguati alla formazione e alla specializzazione richiesta. I ristoranti tradizionali e i laboratori artigianali che impiegano professionisti certificati avrebbero un elemento distintivo di qualità da comunicare ai clienti, differenziandosi dalla concorrenza e dalla produzione industriale.

Il turismo enogastronomico, settore in forte crescita in Emilia-Romagna e in tutta Italia, beneficerebbe enormemente della presenza di professionisti riconosciuti. Le esperienze di cucina tradizionale, i corsi di sfoglia per turisti, le visite ai laboratori artigianali e le degustazioni guidate diventerebbero ancora più attrattive se condotte da maestri con una qualifica professionale ufficiale.

Non va dimenticato l’aspetto cruciale della tutela del Made in Italy alimentare. In un mercato globale dove proliferano imitazioni e prodotti che si spacciano per italiani senza esserlo (il fenomeno dell’Italian Sounding), avere professionisti certificati che garantiscono l’autenticità delle preparazioni tradizionali è uno strumento potente di protezione del nostro patrimonio gastronomico e del nostro export.

Un modello per altri mestieri della tradizione gastronomica

Il riconoscimento della professione di Sfoglina e Sfoglino può costituire un modello replicabile per altri mestieri artigianali della tradizione alimentare italiana. Dal casaro artigianale al norcino, dal pizzaiuolo napoletano al gelataio tradizionale, dal pastaio al panificatore con metodi antichi, sono molte le professioni che meriterebbero un percorso simile di valorizzazione e tutela professionale.

La Cucina Italiana è stata riconosciuta patrimonio dell’umanità nella sua interezza, ma è fatta di tanti mestieri specifici, ognuno con le proprie tecniche, i propri saperi e le proprie tradizioni locali. Riconoscere professionalmente questi mestieri artigianali significa dare sostanza concreta al riconoscimento UNESCO, trasformandolo da onorificenza simbolica in strumento concreto di tutela culturale e sviluppo economico territoriale.

Questo approccio permetterebbe all’Italia di costruire un sistema integrato di tutela delle professioni gastronomiche tradizionali, valorizzando la diversità regionale e le specificità locali che sono il vero patrimonio della cucina italiana, riconosciuta in tutto il mondo non per un singolo piatto ma per la ricchezza e la varietà delle sue tradizioni culinarie.

Gli obiettivi della proposta legislativa

Galeazzo Bignami, Francesco Lollobrigida, Rina Poletti

Il 31 ottobre 2024 in un breve incontro di persona con il Ministro Francesco Lollobrigida e alla presenza del suo Portavoce Gennaro Borriello e Galeazzo Bignami, Rina Poletti ed Ennio Barbieri chiedono al ministro se li appoggia nel portare avanti questa proposta, ricevendo dal ministro una risposta affermativa.

Il percorso parlamentare per l’approvazione della proposta

Perché questa proposta diventi legge dello Stato, è necessario costruire un ampio consenso parlamentare che attraversi gli schieramenti politici. La tutela del patrimonio culturale immateriale e delle tradizioni locali, la valorizzazione dei mestieri artigianali, il sostegno all’occupazione giovanile qualificata e la promozione del Made in Italy alimentare sono temi trasversali che dovrebbero trovare convergenza al di là delle appartenenze partitiche.

L’Accademia della Sfoglia di Rina Poletti sta lavorando per coinvolgere le istituzioni regionali dell’Emilia-Romagna, le associazioni di categoria della ristorazione e dell’artigianato, i comuni del territorio e tutti gli stakeholder interessati alla tutela delle tradizioni gastronomiche. Il supporto della Regione Emilia-Romagna sarà fondamentale per portare la proposta all’attenzione del Parlamento nazionale e ottenere l’inserimento in agenda legislativa.

Serve anche una campagna di sensibilizzazione dell’opinione pubblica che faccia comprendere l’importanza strategica di questo riconoscimento professionale. Non si tratta di nostalgia del passato o di folklorismo turistico, ma di una scelta strategica per il futuro economico del territorio: investire nella qualità artigianale, nell’autenticità dei prodotti, nella formazione professionale seria e certificata sono le chiavi per competere in un mercato globale sempre più esigente e attento alla provenienza e alla qualità dei prodotti alimentari.

Dalla tutela culturale al riconoscimento professionale

La Cucina Italiana è Patrimonio dell’Umanità UNESCO. La Sfoglia Emiliana è parte fondamentale e riconosciuta di questo patrimonio culturale. Chi lavora la sfoglia con maestria artigianale merita un riconoscimento professionale adeguato. Questa è la logica semplice e incontestabile che sta alla base della proposta dell’Accademia della Sfoglia di Rina Poletti.

Riconoscere la professione di Sfoglina e Sfoglino significa essere coerenti con i valori che hanno portato al Riconoscimento UNESCO della Cucina Italiana, significa investire nel futuro delle nostre tradizioni gastronomiche, significa dare opportunità concrete e certificate ai giovani che vogliono abbracciare questo mestiere artigianale, significa tutelare l’autenticità della cucina tradizionale emiliana e del Made in Italy alimentare.

Ogni sfoglia tirata con il mattarello è un atto di resistenza culturale in un mondo che tende all’omologazione industriale. Ogni tortellino chiuso a mano secondo la tradizione è un gesto che ci lega alle generazioni passate e a quelle future. Riconoscere ufficialmente chi compie questi gesti quotidianamente non è un vezzo nostalgico, ma una necessità economica e culturale. È il modo concreto in cui una nazione dimostra di credere davvero nel valore del proprio patrimonio culturale immateriale, non solo a parole nelle cerimonie ufficiali, ma con fatti concreti, leggi dello Stato e investimenti nella formazione professionale.

L’Accademia della Sfoglia di Rina Poletti invita istituzioni, cittadini e operatori del settore a sostenere questa proposta legislativa, per garantire che l’arte della sfoglia continui a essere praticata, insegnata e valorizzata nelle generazioni future, mantenendo vivo un patrimonio che appartiene all’Italia intera e che il mondo ci riconosce e ci invidia.


IL DISCIPLINARE DELLA SFOGLIA EMILIANA

Redatto dalla Maestra Rina Poletti Presidente Associazione 

Missione Matterello – Accademia Della Sfoglia 


CAPITOLO 1 – OGGETTO E FINALITÀ

Il presente disciplinare definisce le caratteristiche, i metodi di lavorazione e gli standard qualitativi della Sfoglia Emiliana tradizionale, lavorata a mano secondo le tecniche tramandate dalla tradizione regionale. Il disciplinare si rivolge alle Sfogline e agli Sfoglini, custodi di un’arte artigianale che rappresenta il patrimonio gastronomico dell’Emilia-Romagna.

La finalità è preservare l’autenticità della tecnica tradizionale, valorizzando la manualità e l’esperienza come elementi fondamentali, e riconoscendo che la sfoglia emiliana è il risultato di competenza artigianale più che di formule standardizzate.

CAPITOLO 2 – STRUMENTI DI LAVORAZIONE

2.1 Asse di legno (Spianatoia)

  • Materiale: legno massello, preferibilmente pioppo, tiglio o faggio
  • Dimensioni: minimo 80 cm x 100 cm, con spessore di almeno 3-4 cm
  • Caratteristiche: superficie liscia, levigata, non trattata con vernici o sostanze chimiche
  • Manutenzione: pulizia con raschietto e panno umido, mai lavaggio con abbondante acqua

2.2 Matterello tradizionale

  • Materiale: legno massello (faggio, ciliegio o acero)
  • Dimensioni: lunghezza corrispondente alla larghezza dell’asse di lavoro (80-100 cm)
  • Caratteristiche fondamentali:
    • Diametro di 4-5 cm
    • SENZA pommelli o manici alle estremità
    • Punte libere e affusolate
    • Superficie perfettamente liscia e levigata
  • Manutenzione: pulizia delicata, eventuale leggera carteggiatura periodica

2.3 Strumenti accessori

  • Raschietto per la pulizia dell’asse
  • Tagliapasta (rotella liscia o dentata)
  • Mattarello piccolo per rifiniture (facoltativo)
  • Tipico Coltello da Pasta

CAPITOLO 3 – MATERIE PRIME

3.1 Farina

  • Tipo: farina di grano tenero tipo “00”
  • Caratteristiche:
    • W (forza) compreso tra 180 e 220
    • Proteine: 9-10,5%
    • Colore bianco o bianco avorio
  • Esclusioni tassative:
    • Semola di grano duro
    • Rimacinata di semola
    • Farine integrali o semi-integrali
    • Mix di farine
  • Conservazione: luogo fresco e asciutto, al riparo da umidità e odori

3.2 Uova

  • Qualità: uova fresche, preferibilmente di giornata o comunque entro 3-4 giorni dalla deposizione
  • Categoria: categoria A (extra fresche)
  • Caratteristiche organolettiche: tuorlo di colore giallo intenso, definito “pasta gialla”
  • Provenienza: preferibilmente da galline allevate a terra o all’aperto
  • Temperatura: a temperatura ambiente al momento dell’impasto

CAPITOLO 4 – LA RICETTA: PRINCIPI E VARIABILI

4.1 Rapporto base indicativo

Il rapporto tradizionale di riferimento è:

  • 100 grammi di farina per 1 uovo intero

ATTENZIONE: questo rapporto è puramente indicativo e rappresenta un punto di partenza, non una regola rigida.

4.2 Fattori di variabilità

La sfoglia emiliana non può e non deve attenersi a una grammatura fissa. Il successo dell’impasto dipende da molteplici variabili:

Variabili degli ingredienti:

  • Peso e dimensione delle uova (variabile da 50 a 70 grammi per uovo)
  • Rapporto tuorlo/albume
  • Umidità della farina (variabile dal 12% al 15%)
  • Capacità di assorbimento della farina
  • Temperatura degli ingredienti

Variabili ambientali:

  • Temperatura dell’ambiente di lavoro (ideale 18-22°C)
  • Umidità relativa dell’aria (ideale 50-65%)
  • Stagionalità
  • Condizioni meteorologiche

Variabili operative:

  • Forza e tecnica dell’operatore
  • Tempo dedicato all’impastamento
  • Tempo dedicato alla stesa
  • Esperienza e sensibilità manuale

4.3 Principio della regolazione empirica

L’operatore esperto deve regolare la quantità di farina in base alla consistenza dell’impasto, aggiungendola gradualmente fino al raggiungimento della texture corretta. L’impasto deve risultare:

  • Morbido ma non appiccicoso
  • Liscio ed elastico
  • Compatto e omogeneo
  • Lavorabile senza eccessivi sforzi

CAPITOLO 5 – TECNICA DI IMPASTAMENTO

5.1 Preparazione

  1. Disporre la farina a fontana al centro dell’asse di legno
  2. Creare un cratere al centro
  3. Rompere le uova nel cratere
  4. Sbattere leggermente le uova con una forchetta

5.2 Incorporazione

  1. Iniziare a incorporare gradualmente la farina dall’interno verso l’esterno
  2. Utilizzare le dita e il palmo della mano
  3. Mantenere il bordo della fontana integro nelle fasi iniziali
  4. Quando l’impasto inizia ad addensarsi, utilizzare entrambe le mani

5.3 Lavorazione

  1. Durata: minimo 10-15 minuti di lavorazione continua
  2. Tecnica:
    • Schiacciare l’impasto con il palmo della mano
    • Piegare su se stesso
    • Ruotare di 90° e ripetere
  3. Obiettivo: sviluppare la rete glutinica attraverso l’azione meccanica
  4. Controllo: la pasta deve risultare liscia, elastica e non appiccicosa

5.4 Riposo

  • Durata: minimo 30 minuti
  • Copertura: avvolgere in pellicola trasparente o sotto una ciotola capovolta
  • Scopo: rilassamento della maglia glutinica per facilitare la stesa

CAPITOLO 6 – TECNICA DI STESA AL MATTERELLO

6.1 Preparazione della postazione

  1. Infarinare leggermente l’asse di legno
  2. Infarinare il matterello
  3. Tenere farina a portata di mano per eventuali aggiunte

6.2 Stesa preliminare

  1. Appiattire l’impasto con le mani formando un disco
  2. Iniziare con pressioni delicate al centro, muovendo il matterello verso l’esterno
  3. Ruotare l’impasto frequentemente per mantenere forma rotonda
  4. Evitare di tornare indietro con il matterello (movimento sempre in avanti)

6.3 Tecnica tradizionale di arrotolamento

  1. Quando la sfoglia raggiunge circa 3-4 mm di spessore, arrotolarla sul matterello
  2. Con il matterello arrotolato, esercitare pressione con i palmi delle mani
  3. Spingere il matterello in avanti e tirarlo indietro con movimento continuo
  4. Srotolare, ruotare la sfoglia di 90° e ripetere
  5. Continuare alternando rotazioni fino allo spessore desiderato

6.4 Spessore finale

  • Pasta fresca ripiena (tortellini, tortelloni, ravioli): 0,6-0,8 mm (“velo” – si deve vedere la mano attraverso la sfoglia)
  • Tagliatelle e tagliolini: 0,8-1 mm
  • Lasagne: 1-1,2 mm
  • Maltagliati: 1-1,5 mm

6.5 Caratteristiche qualitative

La sfoglia ben stesa deve:

  • Avere spessore uniforme in tutti i punti
  • Essere leggermente porosa (non liscia come carta)
  • Avere colorazione giallo dorato uniforme
  • Non presentare zone appiccicose o asciutte

CAPITOLO 7 – IL RUOLO DELLA MANUALITÀ E DELL’ESPERIENZA

7.1 La sfoglia come arte artigianale

La sfoglia emiliana è arte artigianale prima che ricetta codificata. Gli elementi distintivi sono:

  • Sensibilità tattile dell’operatore
  • Esperienza acquisita attraverso la pratica
  • Capacità di adattamento alle variabili
  • Conoscenza empirica dei materiali

7.2 Le mani come strumento principale

Le mani della sfoglina o dello sfoglino:

  • Sentono la consistenza dell’impasto
  • Regolano la forza applicata
  • Valutano l’elasticità della pasta
  • Determinano il momento giusto per ogni fase

Il vero disciplinare sta nelle mani, perché sono loro che determinano se l’impasto darà buoni frutti.

7.3 Formazione e apprendimento

  • L’apprendimento richiede pratica costante e ripetuta
  • Le scuole di sfoglia sono fondamentali quando guidate da maestri esperti
  • La trasmissione del sapere avviene preferibilmente da maestro ad allievo
  • Non esistono scorciatoie: solo l’esperienza crea competenza

CAPITOLO 8 – DISCIPLINA E RISPETTO DELLA MATERIA

8.1 Principi fondamentali

Per ottenere una buona sfoglia che consenta una stesa eccellente occorre:

  1. Disciplina: seguire con rigore le regole della tradizione
  2. Rispetto: della materia prima, degli strumenti, del tempo necessario
  3. Pazienza: ogni fase richiede il tempo giusto
  4. Attenzione: ai dettagli e alle variazioni

8.2 Errori da evitare

  • Forzare grammature fisse senza considerare le variabili
  • Utilizzare strumenti non tradizionali (matterello con pommelli, macchine)
  • Affrettare i tempi di lavorazione o riposo
  • Ignorare le condizioni ambientali
  • Utilizzare ingredienti non conformi

8.3 Il vero disciplinare

Questo, in realtà, è il VERO DISCIPLINARE della sfoglia emiliana: non formule rigide, ma principi di disciplina, rispetto e competenza artigianale che, combinati con materie prime di qualità e strumenti tradizionali, permettono di raggiungere l’eccellenza.

CAPITOLO 9 – TRADIZIONE E CONTEMPORANEITÀ

9.1 Il patrimonio storico

La sfoglia emiliana affonda le radici in una storia antica, tramandata dalle donne che:

  • Impastavavano quotidianamente per necessità domestica
  • Avevano sviluppato sensibilità e competenza attraverso la pratica
  • Tramandavano il sapere oralmente e per dimostrazione
  • Adattavano tecniche e dosi alle condizioni disponibili

9.2 La perdita della tradizione

Molte nonne contemporanee non hanno avuto l’opportunità di apprendere quest’arte, determinando:

  • Interruzione della trasmissione generazionale
  • Necessità di recupero formale delle competenze
  • Nascita di scuole e corsi specializzati

9.3 Il ruolo delle figure autorevoli

Oggi è necessaria la presenza di persone autorevoli ed esperte che:

  • Sappiano riconoscere le farine moderne adatte alla sfoglia
  • Comprendano i cambiamenti che le materie prime hanno subito nel tempo
  • Trasmettano competenza pratica oltre che teorica
  • Vadano oltre i semplici “pesi” per insegnare la sensibilità artigianale

CAPITOLO 10 – CRITERI DI ECCELLENZA E VALUTAZIONE

10.1 Caratteristiche della sfoglia eccellente

Aspetto visivo:

  • Colorazione giallo dorato uniforme
  • Superficie leggermente porosa (tipica della lavorazione manuale)
  • Spessore omogeneo e costante
  • Assenza di buchi o strappi

Caratteristiche tattili:

  • Morbidezza ed elasticità
  • Texture setosa ma non scivolosa
  • Consistenza compatta ma non rigida

Caratteristiche in cottura:

  • Tenuta perfetta
  • Cottura uniforme
  • Sapore delicato di uovo e farina
  • Capacità di assorbire e trattenere i condimenti

10.2 Difetti da evitare

  • Sfoglia troppo spessa o irregolare
  • Eccessiva secchezza o umidità
  • Rotture durante la lavorazione
  • Colorazione non uniforme
  • Eccesso di farina residua

CAPITOLO 11 – CONSERVAZIONE E UTILIZZO

11.1 Conservazione della sfoglia fresca

  • Utilizzo immediato: preferibile entro 2-3 ore dalla preparazione
  • Breve termine: coperta con telo umido per massimo 4-6 ore
  • Refrigerazione: sconsigliata se non per necessità, massimo 24 ore ben coperta

11.2 Utilizzo

  • Tagliare la sfoglia secondo la preparazione desiderata immediatamente dopo la stesa
  • Per paste ripiene: farcire quando la sfoglia è ancora morbida
  • Per tagliatelle: lasciare asciugare leggermente (10-15 minuti) prima del taglio

CAPITOLO 12 – DISPOSIZIONI FINALI

12.1 Ambito di applicazione

Il presente disciplinare si applica a chiunque voglia produrre sfoglia emiliana tradizionale secondo i criteri dell’artigianalità e della tradizione regionale.

12.2 Interpretazione

In caso di dubbi interpretativi, prevale il criterio della tradizione e della pratica artigianale consolidata, testimoniata da sfogline e sfoglini di comprovata esperienza.

12.3 Spirito del disciplinare

Questo disciplinare riconosce che la sfoglia emiliana è molto più di una ricetta: è un’arte che si apprende con dedizione, si perfeziona con l’esperienza e si trasmette con passione. Le regole qui esposte sono linee guida che vanno integrate con la sensibilità, l’intelligenza manuale e il rispetto per una tradizione secolare.


La vera eccellenza risiede nell’equilibrio tra conoscenza tecnica, qualità dei materiali, disciplina operativa e talento personale dell’Artigiano.

Accademia Della Sfoglia – Giampaolo Chiossi – Rina Poletti – Giuseppe Govoni

Da oggi verrà creato un Registro Nazionale degli Sfoglini e Sfogline Certificati dall’Accademia della Sfoglia.


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